Due giorni nella magia della Casa di Lucio

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Nella grande casa di Lucio Dalla i cinque  videomaker selezionati per la partecipazione alla residenza artistica, Alessandro Amante, Margherita Marzaduri, Paolo Rosi, Alia Simoncini e Riccardo Tirincanti Morelli, dalla mattina del 7 sino alla sera del 8 Ottobre si sono immersi nel mondo dell’artista e lo hanno esplorato guidati da Ambrogio Lo Giudice, regista, amico e storico collaboratore di Lucio Dalla, Andrea Faccani, Presidente di Fondazione Lucio Dalla, cugino di Lucio e compagno di viaggio dell’artista, Anna Scalfaro, docente di Musicologia e Storia della musica al Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna, Marcello Balestra, discografico e collaboratore di Dalla, Cristiano Governa, giornalista, scrittore, sceneggiatore e Paolo Piermattei, ancora oggi al lavoro nell’etichetta fondata dall’artista, Pressing Line, che ha messo a disposizione dell’iniziativa il brano assegnato ai giovani videomakers che nelle due giornate si sono dedicati a creare una proposta per realizzarne il videoclip ufficiale.

Ghemon raccoglie tutto questo, lo sente, lo fa proprio e scrive “Solo per me”. Sottolinea Cristiano Governa: “scrivendo Solo per me Ghemon è stato fedele ad Henna perché la ha tradito completamente. Ha fatto la propria canzone, a partire da Lucio”.Inoltre, “la distanza che sembra separare la musica di Solo per me da quella di Henna è solo apparente, “infatti” precisa Anna Scalfaro “nella ripresa dei contrappunti si incontrano  i due generi con il risultato che l’uno dà forza all’altro”.

La sfida rivolta ai giovani videomaker è stata dunque quella di formulare un’idea di videoclip che faccia emergerel’energia di Lucio, la speranza che c’è in Henna unite alla passione e all’originalità dell’interpretazione di Ghemon” dice Marcello Balestra. E proprio da una sua idea nel 2015 nasce l’album “Bella Lucio” che oltre a “Solo per me” comprende altre 10 tracce scritte da star del RAP italiano, con la direzione artistica e di produzione di Franco Godi. “Bella Lucio dimostra quanto il repertorio di Lucio possa dialogare con nuove energie autorali, rappresentate dai rapper, attualizzarsi nella loro voce, anche per raggiungere ed incuriosire il mondo dei più giovani, di coloro che non hanno avuto ancora la fortuna o l’occasione di conoscere Lucio e la sua riconosciuta capacità di essere sempre avanti”.

Nei saloni in cui Lucio ha vissuto e lavorato i cinque videomaker hanno raccolto queste ed altre suggestioni in un dialogo ricco e prolifico volto a fare germogliare l’idea di videoclip “che bisogna mettere a fuoco in modo molto chiaro e poi portare avanti con logica e coerenza, ma soprattutto nel modo più semplice possibile”, come ha suggerito Ambrogio Lo Giudice, e Cristiano Governa, nel dialogo sulla costruzione della sceneggiatura, ha ricordato che “Lucio era un grande fotografo, in fin dei conti. Aveva l’incredibile capacità non di stare concentrato, capacità di tanti, ma quella di sapere quando distrarsi. Distrarsi quando la vita passa, e fare la foto. La vita si dà per dettagli non per intero e Lucio ha sempre avuto l’incredibile sensibilità per coglierli e ricostruire il prima e il dopo, il passato e il futuro di quel dettaglio, di quell’istante”.

La prima giornata di Residenza ha visto dunque questa piccola community di creativi al lavoro insieme ai docenti e ai testimoni della vita di Lucio e la sera l’”immersione” nel mondo di Lucio è continuata al ristorante “da Vito”, che all’ingresso ha ancora la foto di Lucio in vespa con Andrea Faccani, e lo scambio è continuato, si è articolato, le idee hanno cominciato a prendere forma.

Il secondo giorno il lavoro è stato prevalentemente individuale, ciascun partecipante si è “appropriato” di un proprio spazio nella Casa dell’artista e sulle seggioline da cinema della Stanza dello Scemo, alla scrivania di Lucio o sul soppalco, nelSalone dell’Esibizionista, su un tappeto Salone Caruso, oppure passeggiando tra i saloni, ha trovato il proprio angolo tra le mille suggestioni della Casa di Lucio e si è dedicato all’ascolto del brano e alla stesura dell’idea progettuale.

La cosa più bella di questa prima esperienza di Residenza Artistica da Lucio è stato l’entusiasmo dei cinque partecipanti e il loro muoversi con stupore, curiosità e delicatezza nella storia di Lucio Dalla e tra le esperienze e le passioni dell’artista testimoniate dalla sua Casa.

Margherita Marzaduri  ha commentato: “Dopo due ore che ero qui già ero contenta di questa esperienza. E’ incredibile l’atmosfera che si è creata, l’energia trasmessa da un artista che non c’è più attraverso chi lavora nel suo nome. Sia chi lo ha conosciuto che chi non lo ha conosciuto è stato in grado di coinvolgerci in quello che l’artista è stato. In questo modo chi ci ha accompagnato è riuscito ad instaurare un dialogo tra artisti: tra Lucio Dalla, Ghemon e noi”. E Alia Simoncini: “Il confronto di questi giorni è stato prezioso, e a prescindere dall’esito quest’esperienza rimarrà sempre nel mio cuore”. Alessandro Amante ha definito “un grande onore essere stato selezionato per partecipare a questa esperienza”, mentre Riccardo Tirincanti Morelli ha commentato: “La Casa di Lucio Dalla è uno dei pochissimi posti in cui ho sentito veramente l’arte. Lucio Dalla è assolutamente attuale, infinito ed eterno”.
Infine, restituendo pienamente il senso, l’intento e l’atmosfera della Residenza Artistica da Lucio, Paolo Rosi ha sintetizzato: “è stata l’occasione per confrontarsi con professionisti di altissimo livello. Ma, ed è questo il bello: alla Fondazione Lucio Dalla accade tutto in un ambiente che sa di casa”.

L’iniziativa è promossa in collaborazione con Bologna Città della Musica Unesco, IncrediBOL! e Bologna Welcome ed è realizzata con la collaborazione del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna.

Main sponsor è CheBanca!, la banca del Gruppo Mediobanca che con entusiasmo ha aderito all’iniziativa.  “Crediamo nel talento come leva per la creazione di nuovo valore, soprattutto quello dei più giovani quando correttamente indirizzati e valorizzati “commenta Lorenzo Bassani, Direttore Commerciale e Marketing di CheBanca! “Le nuove generazioni rappresentano anche il fulcro della nostra visione di banca: guardiamo con attenzione alla Next-Wealth Generation, convinti di poterne favorire una crescita professionale e patrimoniale. Per questo siamo felici di offrire un’opportunità di crescita e affermazione ai giovani meritevoli di questo progetto e siamo particolarmente orgogliosi di poterlo fare nel nome e nel segno di Lucio Dalla”.

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