Fondazione Lucio Dalla al fianco di Virtus Bologna per il Centenario bianconero

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Tante sono state le passioni che hanno accompagnato la vita di Lucio Dalla, ma allo sport spetta certamente un posto speciale. Automobilismo, ciclismo, motociclismo e, con un trasporto quasi viscerale, calcio e pallacanestro: Lucio, certo, li seguiva con l’entusiasmo del tifoso, ma li osservava anche con lo sguardo dell’artista, capace di partire dalle storie delle persone per disegnare mondi attraverso le canzoni.

Perché nello sport Lucio non guardava solo il risultato. Osservava le storie. Storie di talento e fragilità, di coraggio, di cadute e riscatto, di ingiustizie e fratellanza e storie di uomini capaci di diventare qualcosa di più del loro gesto atletico. È così che nascono Ayrton, Baggio Baggio e Due dita sotto il cielo, dedicata a Valentino Rossi. Ed è così che nasce lo straordinario testo ripubblicato quest’anno nel volume Sul gioco del calcio dall’Editore Henry Beyle in collaborazione con Fondazione Lucio Dalla: un omaggio alla passione, profonda e multidimensionale, di Lucio per lo sport, osservato in tutti i suoi aspetti, anche umani e sociali.

Lo sport, per Lucio, era anche un modo di essere bolognese. A Bologna, come lui, sono nati infatti i suoi due amori più tenaci: il Bologna FC e l’adorata Virtus.

Con la pallacanestro il rapporto non era soltanto quello dello spettatore. Lucio l’aveva anche giocata e, a giudicare dall’atteggiarsi compiaciuto, immortalato da Angelo Orsi nel 1983, nella celebre fotografia accanto a Gus Binelli, nutriva ben pochi dubbi sul proprio talento. «Sono un grande playmaker. Forse il più grande. Mi ha fregato solo l’altezza», raccontava infatti alla Gazzetta dello Sport.

Della Virtus si innamora da ragazzino, quando le partite si giocavano ancora in Salaborsa. Negli anni Settanta e Ottanta quell’amore è ormai diventato fede: Lucio è una presenza immancabile a bordo campo, segue la squadra, soffre, esulta, si arrabbia e si esalta. Perché, come diceva, «Il basket, a differenza di altri sport, ogni venti secondi ti regala un’emozione» (Corriere di Bologna). Un amore incondizionato, tanto che si narra che la sua agenda dovesse fare i conti con il calendario delle partite.

Fondazione Lucio Dalla non poteva che accogliere con grande entusiasmo l’invito di Virtus Bologna a condividere le celebrazioni del Centenario, che ricorrerà nel 2027.

Il claim del Centenario della V nera è “Tutta la vita”, titolo di uno dei brani dell’album di Lucio Dalla “Viaggi organizzati”, uscito nel 1984. Scelta che sottolinea la collaborazione con la Fondazione dedicata all’artista, preludendo ad iniziative che verranno condivise nel nome di Lucio, della sua fede bianconera e confluiranno nel Programma FLD2027.

Il 17 settembre, data di avvio del cammino verso il Centenario, Virtus Bologna ha spiegato il significato di “Tutta la vita” nel programma: “una frase che racconta la Virtus prima ancora di celebrarla: perché l’amore per la Virtus attraversa il tempo – passando da una generazione all’altra – diventando parte della vita delle persone e della città. “Tutta la vita” è anche una delle canzoni di uno dei simboli più autentici e universali di Bologna: per questo Virtus Bologna annuncia anche una collaborazione con la Fondazione Lucio Dalla, con l’obiettivo di raccontare e valorizzare il rapporto profondo tra il cantautore, Bologna e la Virtus in quello che sarà un incontro tra due patrimoni della città”.

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